Estate d’arte a Napoli. 6 gallerie (e mostre) da non perdere – Artribune by Fabio Pariante

Un’immersione nella città partenopea, fra mostre e spazi tutti da scoprire durante le prime settimane d’estate.
In un periodo in cui il capoluogo campano diventa palcoscenico internazionale in termini di arte e turismo, gallerie e residenze aprono i loro spazi non solo alle mostre. Alcune di queste, infatti, sono vere e proprie aree in cui viene rivoluzionato il concetto di spazio espositivo, con rassegne cinematografiche e performance che si alternano a personali e collettive incentrate perlopiù su giovani talenti, sia italiani sia stranieri.

Luoghi in cui il pubblico si trova a interagire con l’ambiente circostante, in un clima friendly e dinamico.
Per la città si tratta di un periodo molto importante, in particolare sul piano turistico. In riferimento ai dati presentati dal Centro Studi di Turistici di Firenze e Confesercenti in occasione della presentazione della 22esima Borsa del Turismo che si è tenuta lo scorso maggio, Napoli risulta la seconda città d’arte italiana – la prima è Matera – ad aver maturato una crescita di oltre il 90% dal 2010 al 2017.

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Dove non fui mai, Damp by Raffaella Ferraro

Dove non fui mai alla Mapilsgallery di Napoli è un percorso intimo di accompagnamento alla decostruzione di un concetto prettamente fisico di spazio; è la dichiarata volontà del giovane collettivo napoletano – DAMP, acronimo degli artisti Luisa de Donato, Alessandro Armento, Viviana Marchiò e Adriano Ponte – di guidarci tra i luoghi insidiosi della memoria e dell’immaginazione in un viaggio verso un ipotetico e destabilizzante altrove.

Il percorso espositivo tracciato dagli artisti si compone di tre installazioni a cui corrispondono tre differenti tappe di un cammino personalissimo e unico in cui ciascuno può ritrovare o perdere se stesso. Ognuna di queste tappe ci pone, infatti, il confronto con un luogo astratto, indecifrabile e irraggiungibile, un luogo a cui solo la mente o le nuove tecnologie digitali possono accedere, trasformando questi “non-luoghi” in luoghi altri, ma ancora possibili.

Nella prima sala della galleria, il visitatore si confronta con i luoghi mai avverati di “Contesti”, un lavoro basato sul potenziale icastico delle parole. L’installazione a parete è costituita da pagine di libri ritagliate, da cui sono state estrapolate parole e frasi brevi riferite a semplici descrizioni di luoghi, che però – isolate e decontestualizzate dal supporto originario – sono capaci di costruire nella mente di ciascun visitatore immagini e storie nuove, legate a ricordi e suggestioni profondamente personali.

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Damp collective, Dove non fui mai – Exibart by Emanuele Castellano

Un lungo viaggio alla scoperta di sé, una visita a spazi immaginari, impossibili, un lavoro che intende portare tutto ciò che è l’altrove nello spazio fisico di una galleria. È questo ciò che accade in “Dove non fui mai”, l’ultimo progetto espositivo alla Mapilsgallery, spazio dedicato all’arte contemporanea all’interno dello storico palazzo Serra di Cassano di Napoli.

Questo complesso lavoro di ricerca si è sviluppato sotto la guida della gallerista e Art Director Maria Pia De Chiara ed è stato realizzato dal collettivo DAMP, acronimo degli artisti Luisa de Donato, Alessandro Armento, Viviana Marchiò e Adriano Ponte, gruppo che si è formato agli inizi del 2017. Le tre installazioni presentate non solo ridisegnano completamente lo spazio espositivo ma aiutano il visitatore a percorrere un cammino all’interno di luoghi inesplorati o impossibili da esplorare.

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